Citazione

"Non è per premere dei tasti che una persona gioca, ma per decidere se e quando vale la pena premerli, se e che significato attribuire tali azioni svolte da tali tasti"
Cit. DadoBax

Proze band+, la nostra recensione

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Che l'utilizzo dei "dispositivi indossabili", o "wearables", sia in costante aumento da diversi anni a questa parte è un dato di fatto. Così come i colossi degli smartphone hanno fiutato una occasione importante da utilizzare per fidelizzare i propri clienti, le piccole aziende emergenti hanno intravisto una possibilità per inserirsi in una fetta di mercato che dà spazio a infinite tipologie di prodotti e prezzi.
Una tra queste è Proze, azienda con sede nel Regno Unito, produttrice di cuffie bluetooth e fitness trackers come il Proze Band+, di cui parliamo in questa recensione.

Un fitness tracker, per chi non conoscesse questo genere di dispositivi, è un braccialetto tecnologico progettato con lo scopo di migliorare la salute degli utenti tenendo traccia dei passi compiuti e delle ore di attività, del battito cardiaco (sui dispositivi dotati di lettore apposito), delle ore di sonno profondo e leggero: tutto questo senza rinunciare a ricevere le notifiche.

Considerate le limitate capacità e funzioni “intelligenti” e la mancanza di sensori adatti alla pratica sportiva agonistica non li si può classificare né come smartwatch né tantomeno come sportwatch. Insomma, formano una vera e propria categoria a sé, che viene incontro ai più pigri motivandoli ad abbandonare la comodità del divano oppure fornendo un supporto per migliorarsi a chi già pratica qualche attività in modo amatoriale.

FUNZIONI E DESIGN
Il Proze Band+ conta i passi durante l’arco della giornata, fornisce informazioni sulle calorie bruciate, monitora il battito cardiaco, analizza la qualità del sonno e riceve le notifiche di ciò che accade nelle app utilizzate (facebook, whatsapp, instagram e tanto altro).

Nella confezione, oltre al Band+, in colorazione blu o viola a seconda delle preferenze, troviamo un braccialetto nero di riserva. Il manuale d'istruzioni multilingua comprende anche un italiano non proprio preciso ma aiutandosi con la versione inglese si possono comprendere facilmente le parti meno chiare.
VeryFitPro è la scelta di Proze per quanto riguarda l'app companion. Avremo modo di analizzarla più avanti.

 

L'estetica è piacevole e ricorda molto Fitbit, in particolare la serie Alta. Il bracciale è di un TPU di buona qualità e facilmente fissabile grazie ad un fermo per il cinturino.
La cassa rettangolare è di policarbonato, leggera ma abbastanza resistente.
Nella parte superiore troviamo il display OLED da 0,96 pollici con il tasto soft touch in basso, sull’altro lato abbiamo invece il sensore biometrico.
È certificato IP67, il che significa che resiste alle attività quotidiane: sotto la doccia, durante una corsa in cui sudate parecchio o in ambienti polverosi non avrà problemi. Non è impermeabile quindi non è possibile indossarlo durante il nuoto.

DISPLAY

 

Per quanto riguarda il display siamo lontani dai transreflective di alcuni sportwatch: l’OLED ha degli ottimi angoli visuale ma a causa della sua scarsa retroilluminazione, sotto la luce diretta del sole ho fatto davvero fatica a leggere i dati sullo schermo e questo è sicuramente uno svantaggio mentre si corre. Sono un fanatico delle statistiche e anche un po’ un perfezionista: puntavo a rimanere nella zona anaerobica e non potendo controllare il battito istantaneo ho avuto qualche difficoltà in più.
Le schermate sono semplici ma chiare. Tramite applicazione si possono selezionare al massimo 3 diverse tipologie di sport che potranno poi essere avviate direttamente dal bracciale. Per poter avviare una attività differente bisognerà quindi ritornare all’applicazione e sostituirne una per far spazio a quella nuova. Questa soluzione può non essere particolarmente comoda per chi pratica svariati sport e non vuole portare con sé lo smartphone.

 

CONNESSIONE BLUETOOTH

Passiamo ora all'accoppiamento del device con il nostro smartphone.
La connessione non va sempre a buon fine: dopo l’accoppiamento iniziale ho avuto qualche problema nella sincronizzazione quando volevo visualizzare i dati sull’app. Ho sempre risolto riavviando l’app. Per quanto riguarda l’attività fisica, il bracciale ha perso la connessione durante il terzo test, come vedremo più avanti in dettaglio. Anche in questo caso quindi non un punto completamente a favore di Proze Band+.

NOTIFICHE

Le notifiche non sono sicuramente il punto forte di questo tracker. C’è solo la possibilità di visualizzare l’anteprima parziale di un messaggio e se arrivano due notifiche in contemporanea non sarà possibile visualizzarne il contenuto o navigare tra esse ma solo chiuderle entrambe.
Inoltre, riguardo alla sincronizzazione, se andremo a chiudere le notifiche sullo smartphone rimarranno sul bracciale e viceversa, costringendoci a ripetere manualmente l’operazione.
In realtà, il bracciale non è del tutto indipendente dallo smartphone: le notifiche lasciate in sospeso sul bracciale ma visualizzate dal telefono verranno cancellate al ricevimento di una notifica successiva.

La modalità non disturbare funziona bene ma è vincolata a fasce orarie e non alle attività: manca la possibilità di evitare di ricevere notifiche mentre si corre.

VERYFITPRO

L'intuitività, la stabilità e in generale la qualità dell'app companion è un punto fondamentale nell'analisi di un fitness tracker: è lì che troveremo tutti i nostri dati racchiusi in schermate più o meno dettagliate e sempre da lì potremo avviare le nostre sessioni di allenamento o modificare qualsiasi impostazione del nostro dispositivo. Vediamo dunque quali possibilità offre VeryFitPro.
La schermata principale in alto è divisa in tre tab: attività, sonno e battiti.

 

La prima permette di visualizzare il conteggio giornaliero dei passi, di tener traccia dei nostri allenamenti e di analizzarne i dati: calorie, distanza e tempo totale.

 

Il secondo tab contiene i dati relativi alla qualità del nostro riposo: sonno profondo, sonno leggero e le ore in cui ci siamo svegliati nel corso della notte.

 

Per quanto riguarda il battito cardiaco troviamo: battito a riposo, battito cardiaco medio e battito massimo.

Scorrendo verso l’alto i dati si aggiorneranno e nella parte sottostante verranno mostrate tutte le attività compiute nel corso della giornata.

 

 

VeryFitPro non mi ha convinto fino in fondo: tralasciando gli errori di traduzione che in alcuni casi possono strapparci un sorriso, l’app non è particolarmente stabile e la visualizzazione dei dati non è sempre precisa ed intuitiva: più volte, cercando di riguardare le statistiche del battito cardiaco dei giorni precedenti ho notato che si erano cancellate da sole.

FITNESS

Iniziando una nuova attività direttamente dal bracciale non si avranno a disposizione i dati GPS: l’app non si avvierà in automatico e, non avendo il bracciale un modulo satellitare integrato, non potremo usufruire del tracciato basato sui dati provenienti dallo smartphone. Questo risulta in una perdita di precisione nel conteggio della distanza percorsa (che verrà calcolato con il contapassi) e di conseguenza in un errore di valutazione sul ritmo.

Ho corso tre volte, per un totale di poco più di 2 ore e ho raccolto i dati comparandoli con quelli di Runtastic, avviato in contemporanea ad ogni sessione. Entrambi i percorsi (8,5 e 6,2 km) sono collaudati da mesi e quindi so in maniera precisa la lunghezza di ciascuno.

Primo test (8,5 km).

Dati VeryFitPro: 5,74 km Ritmo 8’20’’ BPM MAX 166 BPM medi 90.
Dati Runtastic: 8,34 km. Ritmo: 6'04"

L’app VeryFitPro si è chiusa in modo anomalo al secondo chilometro e il bracciale ha continuato la misurazione della distanza percorsa tramite il contapassi che ha sottostimato notevolmente la distanza totale. Questo ha reso completamente inattendibili anche le statistiche sul ritmo. Anche la rilevazione del battito cardiaco non ha funzionato a dovere: considerando che non corro in modo agonistico e che, stando a Runtastic, ho corso 8,5 km in 50 minuti, 90 BPM medi sono sicuramente un dato fuori luogo.

Secondo test (6,2 km).

Dati VeryFitPro: 4,43 km. Ritmo 8’20” BPM MAX 182 BPM medi 157
Dati Runtastic: 6,16 km. Ritmo 5'57"

Ho corso solo con il contapassi per verificare la mia ipotesi del giorno precedente: come previsto la distanza è stata sottostimata del 20% e quindi anche il ritmo non è attendibile.

Terzo test (6,2 km).

 

Dati VeryFitPro: 5,85 km 6’05” BPM MAX 181 BPM medi 146

Dati Runtastic: 6,15 km 5'40"

Ho avviato la sessione dall’applicazione. La connessione bluetooth si è interrotta a 500 m dall’arrivo (come potete vedere dal tracciato che risulta in una riga tirata dal punto di disconnessione all’arrivo) e questo ha falsato la distanza percorsa e dunque il ritmo.

In conclusione, Proze Band+ si attesta nella media della categoria riguardo all’affidabilità per il rilevamento dell’attività fisica. Le imprecisioni sono sicuramente dovute alle imperfezioni della applicazione e non al bracciale in sé, che invece rispecchia le aspettative.
Stiamo parlando di un prodotto di fascia bassa da cui non ci si può aspettare una precisione assoluta: se il vostro scopo è monitorare una passeggiata e vedere i dati in diretta senza estrarre lo smartphone di tasca oppure fare una corsetta senza avere troppe pretese sulle statistiche e sulla precisione potete senz’altro prenderlo in considerazione.

SENSORE DEL BATTITO CARDIACO

 

Il sensore HR Silicon Labs Si1142 fa quello che ci si aspetta.
Sui battiti medi i valori hanno una buona affidabilità sia nella corsa che nelle attività quotidiane. La rilevazione anomala della prima corsa non si è più ripetuta né nelle successive sessioni di jogging né nelle varie camminate intense dei giorni successivi: quindi posso ipotizzare che i problemi dell’applicazione abbiano sovraccaricato la RAM del dispositivo.
Nella rilevazione istantanea emergono invece i punti deboli: ho paragonato i valori del battito a riposo con un misuratore di pressione e lo scarto è risultato in media di 4-5 BPM, valore più che accettabile. Non è sempre velocissimo: qualche volta ho avuto bisogno di più tentativi per rilevare il battito.
Durante la corsa, invece, l’imprecisione del battito istantaneo si sente maggiormente ma senza renderlo completamente inattendibile. Bisogna considerare che il rilevamento al polso è per definizione più impreciso rispetto ad una fascia cardio, a maggior ragione su prodotti di questa fascia di prezzo che non hanno algoritmi particolarmente sofisticati alle spalle.

AUTONOMIA E RICARICA

La durata della batteria da 65 mAh così come indicata da Proze è di 8 giorni con un uso medio. Dai miei test posso confermare che, con un uso di circa 2-3 ore per l’attività sportiva, parecchi monitoraggi dei BPM e vari “smanettamenti” per analizzarne tutte le funzionalità sono riuscito a coprire 8 giorni di utilizzo.

Per ricaricare il Proze Band+ è sufficiente estrarlo dal bracciale in silicone ed inserirlo in una porta USB. Il 100% si raggiunge in circa 2 ore.

MONITORAGGIO DEL SONNO

Per quanto riguarda il rilevamento del sonno il Proze Band + non se l’è cavata male: 8 volte su 10 capisce con una buona precisione quando andiamo a dormire e quando ci svegliamo. Ad esempio, mi sono svegliato all’1 di notte e l’ha capito e inserito nelle statistiche. Sui cicli del sonno invece si attesta nella media: è capitato che indicasse una sola fase REM nell’arco della nottata o cicli di sonno profondo a distanza troppo ravvicinata. Tirando le somme, può essere un aiuto di massima per capire se state dormendo bene o avete bisogno di riposarvi di più.

La sveglia funziona bene: la vibrazione è inizialmente breve e ripetuta velocemente per poi diventare più lunga e intensa. Ho il sonno pesante ma l’ho sempre sentita. L’unica pecca è anche qui nell’applicazione; è scomodo il dover confermare due volte perché sia impostata la sveglia sul bracciale e mi sono dimenticato due o tre volte di cambiare il giorno, che rimane visualizzato molto in piccolo e sfugge ad un settaggio rapido. Sicuramente poco intuitivo, bisogna farci l’abitudine e ricordarsi ogni volta.

 

 

 

PREZZO E CONCLUSIONI
Al momento in cui scrivo il Proze Band+ si può trovare in offerta su Amazon a 32 euro: questo è il prezzo a cui ho fatto riferimento durante la recensione. Il Proze Band+ fa quello che deve senza emergere in modo particolare. Il design è davvero gradevole, il cinturino nero di scorta è sicuramente più elegante e lo rende adatto alle uscite serali e l’ottima ergonomia lo fissa al nostro polso tanto che ci dimentichiamo di averlo. La ricarica è semplicissima, rapida e molto comoda. La sveglia è intensa al punto giusto. Di contro, però il display è davvero poco visibile sotto la luce diretta del sole e il limite a 3 attività differenti avviabili dal dispositivo ci costringe a prendere in mano lo smartphone. Le notifiche arrivano sempre ma non convince l’impossibilità di leggerne il contenuto. Il sensore del battito cardiaco fa quello che ci si aspetta.
Essendo una azienda emergente è praticamente impossibile trovare un proteggi schermo adeguato o un bracciale di ricambio.

VeryFitPro merita un discorso a parte: instabile e poco intuitiva. È il vero tallone d’Achille di questo genere di dispositivi: queste pecche del software gettano ombra sul complessivo buon lavoro svolto da Proze nella progettazione di un bracciale che, per poco più di trenta euro, offre delle caratteristiche interessanti.

CARATTERISTICHE TECNICHE
• Versione Bluetooth: Bluetooth 4.0 o versioni successive
• Distanza di trasmissione Bluetooth: 10 metri (32,8 piedi)
• CPU: Nordic nRF52832-QFAA
• Sensore: KIONIX KX022-1020
• Sensore HR: Silicon Labs Si1142
• Schermo: OLED 0.96 pollici
• Materiale: PC e TPU
• Dimensioni cinturino: 5,4 pollici - 7,6 pollici
• Batteria: 65 mAh Li Batteria
• Orario di lavoro: 5-10 giorni
• Ricarica: 1-2 ore di ricarica USB

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