Ridley Scott e VR? Questo matrimonio s’ha da fare!

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L’aveva annunciato, ci aveva spiazzato ed ora ha mantenuto la promessa: la realtà virtuale in tutti i cinema del mondo.

Sir Ridley Scott non ha bisogno di presentazioni: parlano per lui titoli come Alien, Blade Runner, Il Gladiatore, Black Hawk Down, Le Crociate o il più recente The Martian. Insomma, se non vi viene un brivido lungo la schiena al solo sentirli nominare chiudete questo articolo, isolatevi dal mondo e avviate una maratona dei suoi film, mi ringrazierete più tardi.

Il regista e produttore classe 1937 è inarrestabile: nonostante svariate decadi di capolavori alle spalle, nel 2015 ha annunciato che per lui non si poteva intravedere un futuro del cinema senza VR. Detto fatto. Nel 2016  ha pubblicato un corto di 15 in minuti in Realtà Virtuale diretto da Robert Stromberg per la promozione di The Martian.

In quel caso era possibile calarsi nei panni di Mark Watney e partecipare ad una esperienza parallela al film che ne ripercorreva velocemente i punti salienti. La nota dolente fu il criticatissimo prezzo di 20$ richiesti per partecipare al Tour Virtuale: troppi sia considerandolo un film parallelo sia considerandolo un gioco basato sulla realtà virtuale della durata di soli 20 minuti.

Conoscendo Scott, era logico presumere che non si sarebbe fermato a questo punto, infatti pochi giorni fa è arrivato l’annuncio ufficiale: la sua casa cinematografica RSA (Ridley Scott and Associated) ha dato luce alla RSA VR, distaccamento che si occuperà proprio di coniugare la “pellicola” digitale tradizionale alle nuove tecnologie, spianando così la strada a virtual reality, augmented reality e mixed media.

“Ci siamo concentrati molto sulla realtà virtuale negli ultimi anni e dar vita a una divisione autonoma dedicata sottolinea il nostro impegno nella direzione di contenuti immersivi sia nel campo del nostro brand sia in quello dell’intrattenimento.”

Jules Day, Presidente RSA.

Scott ha scelto di replicare l'esperienza VR con il suo nuovo  episodio horror, Alien: Covenant, che rilancerà la serie emblematica nata nel 1979. A distanza di 38 anni dal primo, questo Alien ha tutte le carte in regola per terrorizzare gli spettatori di tutto il mondo. Se siete deboli di cuore sarà meglio per voi entrare nella sala a fianco e magari guardare un bel film comico, se siete amanti del genere non rimarrete delusi.

Per i più temerari che vorranno provare "In Utero", la VR experience spin off del film, c'è una buona e una cattiva notizia. Quella buona è che dal 26 aprile è disponibile gratuitamente, quella cattiva è che potrete avervi accesso solo se disponete di Oculus Rift .

Indossando il visore verrete calati in una dimensione in prima persona, impersonando un alieno nel momento della sua nascita, da cui il titolo.

Grida di terrore accompagnano i pochi secondi del trailer che ci svela solamente un'immagine dall'interno dell'utero alieno.

Con Alien: Covenant, Scott compirà un altro passo lungo il cammino di una rivoluzione paragonabile a quella di Avatar e l'avvento del 3D. In un futuro non troppo lontano potremmo entrare al cinema, comprare il nostro biglietto e non preoccuparci più dei tanto temuti posti in prima fila o laterali: tanto il torcicollo verrà a tutti! Con il supporto del sistema di rilevamento dei movimenti del volto saremo noi a doverci guardare intorno e a capire cosa accade.

Sin dalla sua nascita, il cinema ci ha abituato ad una dimensione di forte passività: gli eventi proiettati sullo schermo sono sempre guidati dall’inquadratura del regista che ne determina lo stile e enfatizza i particolari a suo piacimento, gli spettatori si lasciano trasportare da ciò che accade senza la necessità di interagire e creare. Tramite la VR, Scott punta ad aumentare l'immersività dell'esperienza cinematografica e a far sentire lo spettatore letteralmente al centro della scena, togliendolo dalla sua comoda poltrona per catapultarlo in tutti i luoghi che la fantasia può raggiungere.

Siete pronti per la rivoluzione?

 

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